In mezzo alle piante, dal deserto ai fiumi

 Dai morbidi poggi collinari al fertile piano della provincia bolognese, i nostri fiumi con mille anse naturali e lunghi rettilinei artificiali conducono l’acqua dolce verso il mare; un tragitto che contrassegna un paesaggio unico e ricco di biodiversità, da tutelare poiché vulnerabile a causa dell’intesa presenza dell’Uomo. Ed è l’ideale percorso che è stato compiuto dal Lions Club Castello di Serravalle Bononia nell’ambito dell’incontro dedicato a “Sorella acqua: conoscerla per conservarla” e che si è svolto a Padulle nella Sala Consiliare del Comune di Sala Bolognese in presenza del Sindaco, Sig. Floriano Fazzi e del Presidente del Club, dr. Giorgio Cornia. L’incontro si è articolato in tre relazioni e in una visita che ha avuto come obiettivo la “scoperta” degli impianti di regimazione idrica del Consorzio Reno-Palata. Di seguito esponiamo la sintesi degli interventi.

La desertificazione:agricoltura e boschi a rischio

desertificationLa disponibilità di acqua divide oggi il mondo tra chi consuma acqua per soddisfare gli sprechi e chi non riesce a soddisfare il proprio fabbisogno vitale o quello sociale. E numerose voci allarmistiche (o coscienziose?) si levano per metterci in guardia dal cambiamento del clima che sta incombendo con futuri effetti letali anche sulla disponibilità idrica. La dott.ssa Federica Rossi, ricercatrice del Cnr, ha illustrato le risultanze del mondo scientifico, il quale riconosce nella desertificazione il maggiore problema economico, sociale e ambientale per la maggioranza del pianeta: 350 M di ettari sono soggetti a desertificazione, il 33% della superficie Europea ne è minacciata, il 10 e il 31% delle terre italiane sono rispettivamente a forte e medio rischio di erosione (Mappa).

4 Diagramma di flussoNegli ultimi 10.000 anni l’uomo ha interagito con il metabolismo naturale del pianeta, studiato attraverso carote di ghiaccio prelevate a Vostok, e l’interferenza è divenuta enorme dopo la rivoluzione industriale, tanto che Paul Crutzen, Premio Nobel 1990, ha proposto di definire “antropocene” la nostra epoca. Ossia, il naturale surriscaldamento del globo (Grafico temperatura) viene accelerato dalle attività antropiche (Diagramma3 temperatura). Le possibilità di contrastare il fenomeno della desertificazione sono numerose, ma è necessario adottare piani nazionali coordinati e prevedere l’uso di tecniche di conservazione dell’acqua e del suolo, oltre a proseguire nella ricerca e nello sviluppo attraverso progetti organizzati.

 

La fitodepurazione

imgresTra le varie possibilità offerte dalla tecnologia di risparmiare le risorse naturali e non inquinare, è affascinante quella donata dalle piante di “pulire” l’acqua; è una opportunità, questa, accessibile ai privati cittadini, alle grandi imprese e alle comunità, denominata fitodepurazione. Il sistema è molto semplice e modulabile in funzione del carico di abitanti, ma richiede la messa in opera da parte di specialisti del settore per l’adeguamento ai criteri imposti dall’Arpa. Il dr Aldo Maccaferri, agronomo libero professionista, ci ha illustrato come avviene la fitodepurazione delle acque reflue provenienti dagli scarichi casalinghi; in pratica, è necessario disporre nel proprio giardino di una fossa di raccolta delle acque (vasca Imhoff) collegata ad un “vassoio” drenante (e filtrante) formato da terreno vegetale e argille. Da qui le acque così filtrate possono defluire o in una apposita cisterna di raccolta per essere riutilizzate, ad es. per l’irrigazione del prato, o verso un canale di scarico. Il vassoio drenante non è altro che il fondo di una aiuola, di opportune dimensioni, nella quale si possono coltivare le più comuni piante ornamentali.

Il ruolo degli enti di bonifica

E’ molto delicato l’equilibrio giocato dai Consorzi di Bonifica nella regimazione delle acque, poiché ad essi spetta il gravoso compito di proteggerci dalle piene improvvise o di rifornirci di acqua quando essa manca. Infatti, come scrisse alla fine del XIII secolo Giamboni Bono: “…e per non saper notare, spesse volte,  non solamente da’ nemici ma da’ fiumi si riceve turbamento”.

imagesIn particolare, il Consorzio di Bonifica Reno-Palata, come ci è stato illustrato dal dott. Claudio Negrini e dalla dott.ssa Claudia Zampighi, esercita “il laborioso dominio delle acque di pianura” (*) basato sullo studio dell’evoluzione idrografica della pianura. I nostri fiumi,  che hanno creato la Pianura Padana, hanno altresì formato, attraverso il meccanismo di inondazioni periodiche, le aree di “bassa”, nelle quali è più facile l’esondazione dei fiumi, e aree di maggiore altimetria. Il Consorzio, quindi, lavora con una rete di 700 km di canali, sulla separazione delle acque dei terreni alti da quelle delle aree di bassa, mantenendo l’equilibrio con la sollevazione delle acque basse e il conseguente afflusso nei fiumi riceventi. All’eccesso di acqua spesso si contrappone, nel nostro territorio, la sua carenza: e così il Consorzio, attraverso opportuni invasi, risparmia acqua per erogarla al momento del bisogno. Il Consorzio esercitano pure un severo controllo sul territorio, provvedendo alla difesa del suolo, alla tutela delle risorse idriche e alla protezione dell’ambiente.

Insomma, siamo così abituati ad avere l’acqua a portata di mano da non pensare che essa è una risorsa da usare con rispetto e parsimonia non essendo né rinnovabile né inesauribile. E concludiamo con una semplice riflessione: quando paghiamo la bolletta dell’acqua, noi compensiamo il servizio che ci porta questa risorsa in casa, ma non la sua produzione.

* Titolo dell’opuscolo distribuito dal Consorzio di Bonifica Reno-Palata, Supplemento a “Il Divulgatore”, n.1/2001

LE AZIONI CHE FAVORISCONO IL RISPARMIO
Dacché esiste l’Uomo, questa è la prima epoca in cui ci preoccupiamo della quantità di acqua consumata. Il risparmio della risorsa idrica è oggi un obiettivo importante, raggiungibile soprattutto attraverso politiche ecologiche internazionali ma anche grazie a piccole attenzioni quotidiane. Vediamo quali semplici azioni possono farci risparmiare acqua e quanta riusciamo a serbarne adottando questi accorgimenti.

Chiudi il rubinetto mentre ti lavi o ti radi. Un rubinetto aperto scarica dai 10 ai 20 l/min. Se lasci scorrere l’acqua mentre compi queste azioni ne consumi 30/60 litri. Lo stesso vale per i piatti; lavandoli con il rubinetto aperto puoi consumare più di 100 litri di acqua.
Risparmi fino a 2.500 l/anno/persona.

Doccia piuttosto che bagno in vasca. Per una doccia sono necessari 40 litri di acqua circa, per il bagno 150.
Risparmi 32.400 l/anno/persona.

Macchina e piante. Se lavi la macchina usa il secchio e non l’acqua corrente: con il tubo di gomma puoi consumare più di 500 litri. Per annaffiare piante e fiori utilizza l’acqua in cui è stata lavata la frutta o la verdura.

Elettrodomestici. Metti in funzione la lavatrice o la lavastoviglie soltanto a pieno carico.
Risparmi 2.500 l/anno/famiglia (3 persone)

Frangigetto-areatore. Questo semplice apparecchio da applicare al rubinetto e che si compra al supermercato, consente un risparmio di 18.000 l/acqua/famiglia (3 persone).

Una manutenzione corretta. Ripara il rubinetto che goccia o il water che perde
Risparmi fino a 21.000 l/rubinetto e fino a 52.000 l/water.

Controlla la cassetta di scarico del WC. Non usare il water come secchio per la spazzatura impiegando poi l’acqua x eliminare un pezzetto di carta, poiché ogni volta se vanno 8-12 litri d’acqua. Inoltre, è sufficiente inserire all’interno della cassetta un oggetto ingombrante per ridurre la quantità d’acqua utilizzata: ad es. una bottiglia di acqua minerale piena, inserita nella cassetta, risparmia 2 l/scarico.

Risparmio di acqua che una persona può ottenere in un anno con pochi gesti: oltre 65.700 litri = 65,7 metri cubi = 65,7 tonnellate. Una famiglia di 3 persone: quasi 200.000 litri all’anno

Didascalia foto 

imagesGià nel IV secolo d.C., Platone rievoca nel Crizia (III, 111b, c, d) un tempo in cui le foreste ricoprivano gran parte dell’Attica e “sui monti v’era molta selva, di cui restano ancora segni manifesti”. La deforestazione a cui allude Platone si spiega in larga misura con il bisogno di legno degli Ateniesi, protesi al dominio dei mari. Le foreste divennero flotte e gli alberi aste di sostegno delle vele: il tempio di Poseidone a capo Sounion, è ancora oggi un monumento straordinario, ma il paesaggio circostante e l’arido monte su cui si erge non rivelano alcuna traccia delle foreste che li ricoprivano

Report di  Maria Teresa Salomoni