SERRAVALLE: Il Borgo antico (tratto da
http://www.comune.castellodiserravalle.bo.it/global.htm)
E’ uno dei più suggestivi castelli della vallata del Samoggia che continua a rievocare l’atmosfera incantata e silenziosa di un borgo medievale.
Risale probabilmente alla fine dell’XI o all’inizio del XII secolo, ma soltanto nel 1209 viene incluso dall’imperatore Ottone IV, insieme ad altre località, tra i territori di pertinenza della già potente Abbazia di Nonantola, che estendeva la propria giurisdizione alle province di Modena, Ferrara e Bologna.
E’ un momento storicamente delicato per questo territorio a causa delle continue rivendicazioni sul contado da parte di Modena e Bologna. Si potrebbe quasi misurare l’intensità della lotta considerato il numero di ricostruzioni e rafforzamenti a cui viene sottoposto il Castello di Serravalle (1287, 1288, 1294, 1296, 1297, 1298). In un paio di occasioni Bologna è, addirittura, costretta ad esonerare gli abitanti dal pagamento delle tasse, in considerazione delle ingenti spese militari che questi avevano sostenuto.
Proprio nel 1288, del resto, Serravalle viene investita di un potere di controllo su tutti gli altri Comuni della vallata, che sostituisce i singoli podestà. Nuove ristrutturazioni e rinforzi alla guarnigione interessano anche il primo trentennio del ‘300, quando il castello venne affidato alla custodia della Corporazione del Griffone e dei Falegnami e deve fronteggiare le devastazioni di alcuni fuorusciti bolognesi, che sfociano nella “battaglia di Zappolino”. Allo scadere della metà del secolo, Serravalle cede il testimone a Savigno, che assume il vicariato di tutti i Comuni della vallata del Samoggia e del Lavino.
Al di là delle complesse vicende storiche, resta la realtà di un fortilizio che vantava quasi mezzo chilometro di circonferenza e si estendeva lungo il crinale della montagna tra due porte opposte. L’ingresso attuale presenta una successione di due porte archiacute, precedute un tempo da un ponte levatoio e ancor oggi affiancate dal cassero. Questa torre di forma irregolarmente trapezoidale, in cui risiedeva il Castellano, viene costruita nel 1227 dai bolognesi per potenziare la struttura difensiva.
Le vicissitudini storiche non hanno però consentito che si conservasse, della costruzione originaria, poco più del basamento. Nel 1451 la parte superiore viene infatti distrutta per ordine del Senato bolognese e ricostruita nel 1523. Ben più recenti sono invece gli inserti delle finestre e i merli angolari che risaltano con i loro mattoni in cotto sul paramento murario in pietra.
Lasciando il Cassero alle nostre spalle, si incontra sul lato sinistro della strada principale un settecentesco palazzo signorile, interamente costruito in cotto.
L’assenza di intonaco sulla facciata e sui lati minori, lascia scorgere il tamponamento di un precedente edificio porticato con tre arcate a tutto sesto.
Il prezzo maggiore di questo palazzo, di impianto abbastanza semplice, è un originale uso decorativo dei materiali costruttivi. Le cornici delle finestre simulano il disegno di conci orizzontali e diagonali grazie ad un abile utilizzo del cotto; analogamente il cornicione superiore, pur notevolmente frammentato, conferma l’impiego di maestranze specializzate nella realizzazione di queste decorazioni architettoniche. Restando al bivio con Via Boccadiferro è interessante notare anche il primo edificio sulla destra in cui, sotto ad un cornicione medievale con filari di mattoni disposti a T e a denti di sega, sono visibili alcuni rimaneggiamenti (la chiusura di un arco a tutto sesto e di un paio di monofore ogivali).
Riprendendo la via principale si lascia sulla destra la chiesa di S. Pietro Apostolo, ampiamente rifatta in stile pseudo romanico, per raggiungere il palazzo comunale.
Costruito nel 1235 dal capitano in carica, Jacopino di S. Lorenzo, si compone di una loggia e di una torre cinquecentesca con cella campanaria, che un’iscrizione attribuisce a Pirro Buttiglieri.
La visita del Castello di Serravalle si conclude quando la strada principale si congiunge con un piazzale da cui si gode un suggestivo panorama della vallata. Senza allontanarsi il visitatore può anche notare, proprio in angolo con Via Boccadiferro, un interessante complesso abitativo da cui emerge una torre quadrangolare con le tipiche feritoie per i colombi o i rondoni.